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Relazioni e delusioni
Scritto da  Emy Farella
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Quest'anno compio 40 anni (scriverlo mi fa quasi impressione). Durante la mia vita ho avuto tante relazioni: familiari, amichevoli, lavorative, amorose ed anche tante delusioni, in tutti gli ambiti; io stessa, volontariamente o involontariamente, ho deluso altre persone. Tutto assolutamente normale, è capitato a chiunque e continuerà a capitare perché è così che si impara, si cresce, si migliora.

Ogni volta che ciò accade, però, si pensa di aver “imparato la lezione”, si è sicuri che non si ripeterà un'altra volta... ed invece capita ancora, e fa più male di prima.

delusione

Il concetto di delusione

Definizione da dizionario: “Stato d'animo di tristezza provocato dalla constatazione che le aspettative, le speranze coltivate non hanno riscontro nella realtà“

Le persone sono, spesso, portate ad anticipare mentalmente, in modo inconsapevole, ciò che sarà o potrebbe essere, immaginando degli scenari positivi. Viene creata, così, l'aspettativa o l'illusione.

Quando arriva il momento del confronto, ed è evidente che la realtà non ha eguagliato le aspettative, si ha il momento del crollo emotivo.

Il concetto di delusione sta, quindi, nel mezzo tra l'aspettativa e la realtà effettiva: più la distanza tra esse sarà grande, più grande sarà la delusione.

pensare

Comprensione e reazione

Mi sembra banale dire che, a livello teorico, per evitare la delusione bisognerebbe fantasticare il meno possibile evitando di prefigurarsi scenari che ancora non esistono, ma non è questo che mi interessa analizzare.

Quello su cui vorrei soffermarmi, per il momento, è la comprensione della delusione, la reazione di seguito ad essa e il saperne cogliere gli aspetti evolutivi, sia quando la subiamo, sia quando ne siamo la causa.

Come primo impulso il “deluso” cerca di accusare la persona oggetto del suo crollo emotivo senza però considerare che il più grande responsabile è lui stesso, la sua mente, la visione che si è creato della realtà intorno a lui.

Ad ognuno la sua realtà

Ognuno di noi si crea la propria realtà, accade fin da piccoli: accumuliamo esperienze ed insegnamenti che con il passare del tempo si trasformano in un codice rigido nella nostra mente; quindi costruiamo la nostra idea di famiglia, di amicizia, di lavoro, di relazione amorosa.

Ma questa non è la realtà assoluta, mai lo sarà, una realtà assoluta nemmeno esiste, ognuno di noi se ne costruisce una propria che potrà coincidere o meno con quella degli altri.

Quando non coincide si creano i conflitti e le delusioni. E allora che fare?

Se, per esempio, il mio concetto di amicizia non è uguale al tuo, tu ti aspetterai delle cose da me ed io da te, ma queste aspettative non coincideranno con la realtà e la delusione potrebbe arrivare da entrambe le parti.

Magari per me amicizia vuol dire vedersi a tutti i compleanni e le festività, per te vuol dire chiamarsi tutti i giorni per telefono. E che succede se tu sei uno che si dimentica di tutti i compleanni ed io odio il telefono? Alla prima occorrenza dimenticata o perché io non ti chiamo tutti i giorni, rimarremo entrambi terribilmente delusi. Questo vuol dire che non saremo mai amici? Certo che no, solo bisogna sforzarsi di comprendere il codice dell'altra persona e giungere insieme a dei compromessi, semplicemente comunicando.

point of view

E' molto difficile trovare qualcuno che abbia il codice di amicizia identico al nostro, ci sarà sempre qualcosa di diverso nella realtà di ognuno, quindi o si cambia atteggiamento o si rimarrà eternamente senza amici.

Mi ritengo una vera esperta in fatto di delusioni, sono una grande sognatrice e sono sempre stata propensa ad aspettarmi troppo dalle persone. Con il tempo, però, ho imparato a gestire le mie emozioni, ho imparato soprattutto ad accettare la mia responsabilità in seguito all'ennesima delusione, ho accettato le diversità ed adesso le vivo con maggiore indulgenza ed elasticità.

Purtroppo, però, non tutti hanno questa capacità di analisi, la maggior parte delle persone ancora tende a credere che la propria realtà sia quella assoluta e da questo ne deriva una rigidità di posizione che porta inevitabilmente alla rottura.

Mi sono, quindi, vista negare dei rapporti di amicizia perché con il mio modo di fare non rispettavo il “codice di amicizia” dell'altra persona. Questo va benissimo, anch'io ho messo da parte delle persone il cui comportamento non era affine al mio codice, non siamo fatti tutti l'uno per l'altro.

La differenza sta nella reazione che si ha davanti ad una delusione, alla “colpa” che si vuole attribuire a tutti i costi all'altra persona, qualcuno è così terrorizzati dall'idea che possano esistere altri schemi oltre ai propri (o fa fatica ad accettarlo) che subito scatta un meccanismo di difesa eccessivo che scaturisce a volte nella cattiveria e nel desiderio di vendetta.

Liberarsi dalla schiavitù delle abitudini

Ancora oggi mi ritrovo a sorprendermi davanti a certe situazioni, molte persone mi lasciano ancora senza parole, poi mi sforzo di comprendere che loro stanno pensando ed agendo secondo il loro schema mentale consolidato, il percorso di sinapsi celebrali dato dalle abitudini.

E' molto facile, infatti, che la stessa persona subisca lo stesso tipo di delusione più e più volte senza capire come uscire dal circolo vizioso. Finché non capirà che la delusione non arriva dall'esterno ma solo da se stessi, dalle proprie aspettative, dall'incapacità di accettare nuovi scenari oltre al proprio, questo purtroppo potrà continuare a ripetersi all'infinito.

Comunicare! Comunicare! Comunicare!

comunicare

Aaaahhhh... se tutti imparassimo a comunicare! Ma intendo dire comunicare veramente, essere completamente chiari e sinceri...
Certo, i meccanismi che spingono al conflitto a volte vanno oltre la sincerità e la chiarezza; tuttavia sono convinta che se si riuscisse a comunicare in tempo, PRIMA che si inizi a provare rabbia e risentimento, PRIMA di quella fase che viene subito dopo la delusione dove nella mente si elaborano gli scenari peggiori e la persona che ci ha deluso diventa improvvisamente un individuo da evitare, brutto, antipatico e fastidioso, si avrebbero tantissime possibilità di capirsi e magari decidere pacificamente che è meglio prendere strade diverse.

Considerazioni finali

E allora per migliorare il rapporto con chi ci sta intorno ed evitare l'ennesima delusione, ricordiamo sempre:

  • La realtà non è mai oggettiva ma sempre soggettiva;
  • Non prendere punti di vista diversi dal proprio come un'offesa personale;
  • Considerare altri punti di vista ma senza annullare i propri, l'equilibrio sta nel mezzo;
  • Essere più pazienti ed indulgenti, meno critici ed accusatori;
  • Non avere paura di esprimere i propri sentimenti ed essere sinceri;
  • Non dare troppo peso a ciò che pensano e dicono gli altri, questo non cambia ciò che siamo;
  • Non dobbiamo essere necessariamente amici di tutti, non dobbiamo piacere a tutti e viceversa;
  • Mai obbligare gli altri a fare ciò che vogliamo noi, la libertà è un bene sacro nelle relazioni;
  • Tutti possono sbagliare, a parte i casi recidivi e deleteri per il nostro benessere, il perdono è sempre la medicina che cura tutti i conflitti.

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